Crisi di coppia, separazione e divorzio

La mediazione familiare nella separazione e nel divorzio

La decisione di separarsi o divorziare può essere condivisa o può essere subita.

Nell’uno e nell’altro caso il problema è COME separarsi o divorziare, visto che anche quando la decisione è presa solo da uno dei due, l’altro non può impedirla.

In questa pagina mi concentro sulla mediazione familiare quale strumento utilizzato per affrontare in maniera costruttiva la separazione e il divorzio, dando una veste diversa a ciò che appare solo la rottura del legame coniugale, ma che in realtà può diventare occasione per una ridefinizione del rapporto familiare.

Se vuoi partire dalle basi e capire che cos’è (e cosa non è) la mediazione familiare, trovi qui una guida completa: Mediazione familiare: sai (davvero) cos’è?

Cosa significa affrontare la separazione e il divorzio attraverso la mediazione familiare?

Partiamo dai vantaggi di una separazione o di divorzio affrontati utilizzando lo strumento della mediazione familiare. I coniugi otterranno:

  • uno spazio e un tempo per confrontarsi in maniera strutturata e non casuale con l’aiuto di un professionista neutro e imparziale che modera, orienta la parola e le domande, suscita riflessioni ma soprattutto si pone in ascolto attivo;
  • il focus sulla quotidianità e sugli aspetti pratici della separazione o del divorzio: se ci sono figli, pensare insieme alla migliore collocazione per loro, capire come gestire la casa coniugale, l’eventuale mutuo, ogni altro aspetto economico, dal mantenimento dei figli o del coniuge che ha meno risorse economiche, alla ripartizione di eventuali beni in comunione o al destino dell’azienda familiare;
  • la trasformazione di un atteggiamento ostile e diffidente in un atteggiamento collaborativo e proattivo, finalizzato alla gestione intelligente del cambiamento derivato dalla crisi coniugale.

Il presupposto fondamentale per ottenere questi effetti dalla mediazione familiare è la consapevolezza che la rottura del vincolo coniugale può essere affrontata in maniera costruttiva, conservando ciò che nel matrimonio si è realizzato insieme e dandogli una veste diversa in funzione della riorganizzazione dei rapporti a seguito della crisi coniugale.

Solo in questo modo ciò che è nata come casa familiare non diventerà “la casa assegnata all’altro” ma resterà casa familiare, intesa luogo sicuro e rassicurante per i figli che attraversano la separazione dei genitori. Allo stesso modo l’assegno di mantenimento verrà visto non più come i soldi che un genitore è obbligato a dare all’altro, ma ciò che serve all’altro come contributo per non far risentire ai figli le conseguenze economiche della crisi familiare (che deve rimanere un fatto dei coniugi). Questi sono solo esempi perché, in realtà, le soluzioni possono essere altre e diverse: la mediazione consente di costruirle insieme.

Quando è utile la mediazione familiare in caso di separazione o divorzio?

Quando si prospetta una separazione o un divorzio, deciso da entrambi o da uno solo, la mediazione familiare è utile se e quando:

  • si è consapevoli che la separazione consensuale (o il divorzio congiunto) è la soluzione più indolore, ma…
  • non si riesce a trovare un accordo sui vari aspetti della separazione o del divorzio: come dirlo ai figli, come ripartire il tempo con i figli, a chi assegnare la casa coniugale, quale contributo economico stabilire per i figli o l’altro coniuge, come dividere i beni comuni…;
  • lo stato emotivo delle parti è tale da non consentire un dialogo proficuo e qualsiasi tentativo degenera in discussione;
  • si vogliono preservare i figli dagli effetti negativi (e distruttivi) del conflitto familiare.
Quali temi si possono affrontare in mediazione durante la separazione o il divorzio?
La mediazione familiare nella separazione e nel divorzio

Quali temi si possono affrontare in mediazione durante la separazione o il divorzio?

La mediazione familiare è uno strumento che si adatta alle specificità dei casi: non esiste un percorso standard in quanto il percorso si struttura sulla base dei bisogni che emergono, nei tempi personali di ognuno.

Tuttavia, possiamo individuare i temi sui quali spesso si forma il conflitto e rispetto ai quali la mediazione familiare può essere utile:

  • dove vivranno i figli;
  • come verrà garantita la continuità di relazione dei figli con ciascun genitore;
  • come verranno preservate le abitudini dei figli: scuola, amici, sport;
  • quale contributo economico serve al genitore che ha minori risorse economiche per mantenere il figlio;
  • se e come si continuerà a pagare la rata del mutuo o della locazione e come si concilia questo aspetto con la necessità, per il genitore che esce, di procurarsi e pagare un altro alloggio;
  • quali sono le attività extrascolastiche che svolgeva e che vorrebbe continuare a svolgere il figlio;
  • se a seguito della separazione c’è bisogno di una baby sitter o di altro aiuto come il pre o post scuola; se si può contare sulla presenza di nonni o di altri familiari disponibili ad aiutare nella gestione dei figli;
  • come verranno ripartite e rimborsate le spese straordinarie;
  • le scelte educative;
  • la gestione dell’animale domestico, quando è parte della famiglia e la separazione impone scelte pratiche e sostenibili sul suo benessere.

E ancora:

  • il tema dello scioglimento della eventuale comunione dei beni tra i coniugi;
  • il tema della gestione dell’impresa a conduzione familiare o della continuità nella partecipazione all’azienda familiare e la gestione dei proventi comuni.

Come si integra la mediazione familiare con l’assistenza legale?

Sono avvocato di famiglia e mediatrice familiare e so bene che la separazione e il divorzio non sono solo “fatti giuridici”: esiste un “divorzio emotivo”, un divorzio psicologico”, un divorzio sociale”, ovvero tante sfaccettature di una vicenda personale complessa che non può essere affrontata (solo) in tribunale.

Per questo motivo l’avvocato di famiglia dovrebbe avere competenze multidisciplinari: ciò non significa che chi esercita la professione di avvocato, possa esercitare contemporaneamente anche il ruolo di mediatore familiare e di psicologo. Tuttavia, ciò significa che ruoli diversi svolti da professionisti diversi possono coesistere sulla stessa vicenda familiare.

Ce lo dice anche l’art. 10 del d.m. 151/2023 (il decreto interministeriale che ha riconosciuto la figura del mediatore familiare) che consente alla parte di farsi assistere dal proprio legale (se già incaricato) nel primo incontro di mediazione e negli incontri successivi in cui si tratti dell’aspetto economico della separazione (o del divorzio) nonché al momento della sottoscrizione dell’eventuale accordo. Pertanto, gli avvocati possono essere direttamente coinvolti nel percorso di mediazione al fine di affiancare il proprio cliente ed eventualmente rassicurarlo sull’accettabilità (o meno) delle intese economiche raggiunte.

In ogni caso e a prescindere dalla partecipazione del legale agli incontri di mediazione (possibile solo sul tema economico e al momento dell’eventuale sottoscrizione dell’accordo), il lavoro fatto dalle parti in mediazione è funzionale al lavoro degli avvocati che li assistono, che non faranno altro che depositare il ricorso contenente le intese raggiunte dai propri clienti, purché conformi a legge e all’interesse dei figli.

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